Editoria Sicula ed Elezioni: Scrivi Michela Giuffrida? Voti Mario Ciancio&Figlia!

19 aprile 2014, 19:05

DSC_0201di Iena di professione

Il dado è tratto. Gli impianti pubblicitari della “Simeto”, azienda del gruppo Ciancio, ospitano i manifesti elettorali di Michela Giuffrida. La direttore ormai ex super partes(ex direttora ed ex super partes) non usa slogan. Nessuna frase. Niente di niente. Una sola parola: “scrivi”. Una sorta di comando. Come è stata abituata a fare negli ultimi anni nelle redazioni di Antenna Sicilia e Telecolor, seminando il panico e creandosi solo “nemici”. Giornalisti e tecnici dicono di tutto e di più sul suo conto. Tutti hanno salutato come una liberazione la sua candidatura. “Scrivi Michela Giuffrida”, “ordina” la direttora. Qualcuno gli spieghi che gli elettori non sono come i redattori delle due testate giornalistiche che ha diretto negli ultimi anni.

La foto stampata sui 6X3 non è una foto a caso, la direttora è nello studio televisivo di Antenna Sicilia(vedi foto). Tutto normale? L’Odg che ne pensa? E l’Assostampa?.
Ora è chiaro: il gruppo Ciancio si è buttato in politica, “sacrificando” la direttora. O forse c’è il tentativo di sbarazzarsi per sempre di lei dei suoi “capricci” e dei suoi modi “bruschi” ed evitare altre sollevazioni di giornalisti e tecnici. Ma l’obiettivo potrebbe essere un altro:
il gruppo Ciancio, così come è accaduto nel passato, punta a riddurre i costi. Liberarsi della direttora significa risparmiare un sacco di quattrini. Del resto è gia accaduto in passato quando il comune di Catania è diventato ammortizzatore sociale per Ciancio. Farkas e Sangiorgio, giusto per fare i nomi, sono stati spediti all’ufficio stampa del Comune (amministrazione Bianco) per alcuni anni e lo stipendio lo hanno pagato i catanesi. Ora il comune non ha più un centesimo e allora si ricorre alla politica. “Scrivi Michela Giuffrida e voti Mario Ciancio & Figlia”.

 

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Cronaca, “Vita da Cani”, sequestro canili “Novaentra”, l’associazione “L’Altra Zampa”: “situazione sotto controllo”. Ma il custode giudiziario ci vieta le riprese video. Si vuole occultare qualcosa?

20 aprile 2014, 14:14

IMG-20140419-05135di Ignazio De Luca Iena interdetta alle riprese video

(nelle foto due momenti di quanto accaduto ieri mattina a S. Giovanni Galermo, in via Villa Flaminia 68)

A supporto dei nostri poveri mezzi audio video, avevamo chiesto al nostro amico Gaetano Pulvirenti, editore di Bellini Broadcasting e di Sicily TV, di provvedere lui alle riprese video da effettuare presso il canile sequestrato alla NovaEntra di via Villa Flaminia a San. Giovanni Galermo. Non avevamo fatto i conti però, con l’ostruzionismo censorio del custode giudiziario dottor Rosario Puglisi, attuale dirigente del Progetto Animali e randagismo della Direzione Ecologia del Comune di Catania, redattore del famoso bando milionario, confezionato su misura per aggiudicarlo alla NovaEntra nonché presidente, di una commissione aggiudicativa, distratta, poco accorta e incapace di accorgersi che il vice presidente della NovaEntra, Elena Inserra, all’atto della stipula della convenzione e per i successivi cinque mesi e mezzo, da svariati anni risulta essere dipendente comunale, svolgente funzioni amministrative presso il corpo dei Vigili Urbani del Comune di Catania.

Il detto custode giudiziario e distratto dirigente comunale sarà supportato nel suo pervicace diniego per poter effettuare le video riprese anche dai Carabinieri del nucleo anti sofisticazioni. A noi non è rimasto che aspettare dietro i cancelli della struttura della NovaEntra per raccogliere le dichiarazioni dei legali di una delle due associazioni animaliste, “L’altra Zampa”, l’altra è la “lega del cane”, designate dal Magistrato, a supporto del custode giudiziario.

” Teniamo a precisare per confutare le dicerie fatte circolare dall’Ente Protezione Animali – così esordiscono all’unisono i legali dell’altra zampa, Avvocata Cipolla e dottoressa Rizza – e da rappresentanti della NovaEntra, che i cani sono accuditi e curati nel miglior modo possibile consentito dalle circostanze. È di tutta evidenza che non possedendo doti soprannaturali
- proseguono i legali – non avendo la bacchetta magica, occorrerà qualche altro giorno perché la situazione si normalizzi. Si dovrà ad esempio, assolutamente prevedere almeno la presenza di un addetto notturno che vigili
su eventuali situazioni di pericolo per gli animali. Non è pensabile – insistono i legali – che ogni giorno dalle 16.30 fino alle otto del giorno successivo, i cani rimangano abbandonati a sé stessi. Noi insieme alla lega del cane stiamo organizzando un equipe specifica anche per il supporto psicologico al cane, è nostro proponimento e principale obiettivo – concludono i legali – incentivare
l’istituto delle adozioni anche per diminuire il numero di cani stanziali in struttura che deve considerarsi come ipotesi di accoglimento transitorio e non definitivo”.
Ringraziamo promettendo che saremo attenti osservatori se alle parole seguiranno i fatti.

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Fanno una foto a Dell’Utri e vengono arrestati

Arrestati due giornalisti italiani che lo fotografavano

BEIRUT - Due giornalisti italiani, l’inviato di Repubblica Francesco Viviano e quello del Corriere della Sera Giuseppe Guastella, sono stati fermati per circa mezz’ora oggi dalla polizia libanese quando hanno scattato fotografie di Marcello Dell’Utri al suo arrivo all’ospedale Al Hayat di Beirut, dove è stato trasferito.

Viviano e Guastella hanno raccontato ai siti dei loro giornali di avere cercato di parlare con Dell’Utri, che era ammanettato, con la barba lunga, visibilmente affaticato e circondato da quattro o cinque agenti di polizia armati. Ma il detenuto non ha voluto rispondere alle loro domande.

Quando gli hanno scattato una foto con i loro cellulari, sono stati immediatamente bloccati e ammanettati dalle guardie, che li hanno rinchiusi in due stanze separate fino a quando sono stati compiuti controlli sulle loro identità. Successivamente sono stati rilasciati, ma gli agenti hanno cancellato le fotografie dai cellulari. Entrambi gli inviati hanno spiegato il comportamento dei poliziotti con il fatto che questi non sapevano che erano dei giornalisti.

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Tanti studenti fan di Spedalieri

, 6 Aprile 2014

Successo del concorso promosso dalla Cattedra intitolata al filosofo

Un auditorium del Real Collegio Capizzi gremito di studenti, docenti e genitori ha applaudito i vincitori del 1° concorso organizzato dalla «Cattedra Nicola Spedalieri». Quest’ultima ha voluto far approfondire agli studenti delle scuole superiori la figura del filosofo brontese. Presenti diverse autorità, fra cui il sindaco Firrarello.

Ecco la classifica:

1) “Nicola Spedalieri: parallelismi, tra analogie e divergenze, con Hobbes, Rousseau e Machiavelli”, di Alessandra Schilirò della VB del Liceo Capizzi; 2) “L’importanza del cristianesimo nei diritti dell’uomo”, di Francesco Saitta della stessa classe; 3) “Nicola Spedalieri, un moderno che viveva nel ‘700″, di Lucia e Chiara Anastasi del liceo della Comunicazione; 4) Un dvd dal titolo “De’ diritti dell’uomo” realizzato dal liceo della comunicazione; 5) “L’uomo: “Essere intoccabile” di Nunzio Minissale, Cristina Longhitano e Nunzio Lupica della IV B del liceo classico Capizzi; 6) “L’avvelenamento del filosofo brontese: leggenda o realtà? ” degli studenti Arena, Catania, Cordaro, Galati, Malaponti, Paparo e Sanfilippo del Liceo della Comunicazione; 7) “Lo Stato è il diritto in Nicola Spedalieri” di Paola Francesca Leanza e Maria Chiara Castiglione della III A dell’istituto Benedetto Radice; 8) “La storia della statua di Nicola Spedalieri” di Mattia Triscari della II A del Classico Capizzi; 9) “Perchè il rispetto dei diritti umani è importante? ” degli studenti Caprino, Currenti, D’Agate, Scrivano, Turrisi della IV A del Benedetto Radice; 10) “Analisi e commento dell’opera De’ diritti dell’uomo e della rispettiva dottrina del filosofo Spedalieri di Alessandro S. Angelo della V D dello Scientifico Capizzi.

I primi 4 riceveranno un premio in denaro, i saggi degli altri saranno pubblicati in un volume a cura de «La Sicilia». «I primi obiettivi sono stati raggiunti – dice il giudice brontese Piero Martello, presidente del Tribunale del lavoro di Milano e fra i fondatori dell’associazione – ho notato tanta passione fra i ragazzi. Il concorso continuerà e il prossimo anno chiederemo di approfondire la figura di Ignazio Capizzi». [L. S.]

Il filosofo brontese Nicola Spedalieri
2 Aprile 2014

“Noi e la Storia”, studenti brontesi alla scoperta di loro illustri concittadini

Concorso sul filosofo Nicola Spedalieri

Sabato 5 la premiazione

E’ giunto a conclusione il concorso organizzato dalla “Cattedra Nicola Spedalieri per un saggio sulla figura e l’opera di un illustre cittadino brontese, Nicola Spedalieri, giurista e filosofo.
Il Concorso ha coinvolto gli studenti delle Scuole Superiori di Bronte col fine di stimolare la conoscenza della Storia cittadina e del patrimonio culturale che costituisce il lascito delle figure eminenti che in Bronte hanno avuto i natali. Con l’ausilio di una qualificata Commissione esaminatrice, è stata stilata la graduatoria dei 10 migliori saggi , che saranno premiati nel corso della cerimonia che avrà luogo alle 10,30 di sabato 5 aprile, presso l’Auditorium del Real Collegio Capizzi.
Ai primi quattro classificati verrà attribuito un premio in denaro; per i saggi di tutti i primi 10 classificati, inoltre, è stata realizzata la pubblicazione in un fascicolo che verrà distribuito fra tutti gli studenti delle Scuole superiori di Bronte. La cerimonia vedrà la presenza degli studenti, dei docenti e dei presidi; oltre alle famiglie dei premiati e a illustri personalità della Cultura, della Stampa, dell’Università, della Scuola e delle Istituzioni.

L’associazione “Cattedra Nicola Spedalieri – Per la memoria storica in Bronte”, nata grazie all’impegno volontario e del tutto gratuito, all’amore e alla passione di alcuni brontesi per la storia e la cultura locale, considera fondamentale l’impegno per una migliore formazione delle giovani generazioni; e ritiene che la memoria del passato possa essere loro di ausilio per meglio vivere il presente e prepararsi al futuro da cittadini consapevoli e attivi.

Quest’anno il concorso è stato dedicato al filosofo Nicola Spedalieri, il prossimo anno l’obiettivo degli studenti nella ricerca e nella conoscenza della vita e delle opere potrebbe essere il ven. Ignazio Capizzi. Il Comitato promotore conta sulla partecipazione ampia dei cittadini brontesi.

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Paparo contrario solo perche’ e’ consigliere di maggioranza. L’assessore De Luca farebbe bene a seguire suo fratello anziche’ continuare a perdere tempo con questa amministrazione comunale

17 Aprile 2014

SISTEMA SPRAR

Continua il dibattito sull’accoglienza ai rifugiati

Quattro consiglieri scrivono al Prefetto

Il presidente della IV commissione consiliare del Comune, Vincenzo Sanfilippo, a nome dei colleghi Di Mulo, Fichera e Proietto e con il parere contrario del consigliere Alfio Pararo, ha inviato una lettera al Prefetto di Catania ed alle autorità cittadine, sottolineando “la grande preoccupazione” della popolazione per la richiesta del Comune di far parte del sistema Sprar del Ministero dell’Interno, “di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, ospitando a Bronte immigrati garantendo interventi di “accoglienza integrata”.

“Le difficoltà di ordine logistico – si legge nella missiva – passano in second’ordine rispetto ai motivi di sicurezza pubblica che si riscontrano oggi nella nostra comunità e che verrebbero ad aggravarsi con la realizzazione di un simile progetto”. La lettera fa seguito ad una riunione della commissione dove l’assessore Maria De Luca ha ribadito come “in merito ai problemi di sicurezza ci sarà il massimo coinvol­gimento delle Forze dell’Ordine”. Tesi che ha convinto il consigliere Paparo, che sulla lettera al Prefetto ha espresso parere negativo.

 

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2014watermarked-10268456_10202129112772684_5552990915902935373_nPaura a Bronte: si incendia la vettura durante la marcia. Fortunatamente il conducente ha avuto la prontezza di fermarsi e scendere. E’ accaduto la sera del Venerdì santo nel tratto Bronte-Adrano della Ss 284. Un anziano di Bronte rientrava a casa sulla sua Fiat Punto, quando all’improvviso ha visto del fumo sprigionarsi dal vano motore. Ha fatto appena in tempo ad accostare e scendere che le fiamme si sono impadronite anche dell’abitacolo. Quando sono arrivati i vigili del fuoco di Maletto l’auto era completamente avvolta dalle fiamme. L’auto è andata distrutta. Sul posto anche due pattuglie di carabinieri. A causa dell’incendio il traffico sulla statale per qualche ora ha subito dei rallentamenti. L.S. Fonte “La Sicilia” del 20-04-2014

 

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Grazie a Luigi Saitta per le foto

watermarked-IMG_0110Il Venerdì Santo di Bronte, è ormai un appuntamento a cui pochi vogliono mancare. Per questo cerchiamo di farlo vedere e apprezzare a tutti quelli che non possono essere presenti alla manifestazione, o a chi ci lavora e partecipa come organizzatore, portatore di vara o personaggio in costume. Gli usi, costumi e le tradizioni locali, sono da sempre il nostro cavallo di battaglia, cerchiamo, con un lavoro certosino e con tanta passione, di portarvi dentro l’evento cercando di cogliere le mille sfaccettature e le emozioni che ci danno. Un Venerdì Santo, uguale, ma sempre diverso, e che quest’anno ha lasciato lo strascico di alcune amare considerazioni sui social network, non vogliamo nè possiamo essere giudici e dire chi ha ragione o chi no, di certo c’è che vedere l’incontro tra le statue, vedere il rientro in chiesa della Madonna Addolorata, o alcuni momenti particolare, è naturale che suscitino delle emozioni, che sicuramente non si possono fermare. Occorre riflettere, e lavorare affinchè una tradizione centenaria, venga valorizzata e anche sfruttata per portare qualche piccolo beneficio, di sicuro, non è con i rimproveri o le polemiche che si può migliorare un evento che deve fare riflettere ma anche provocare emozioni e pentimento. A noi non resta che ringraziare il nostro staff, Luigi Saitta, Nunzio Schilirò e Biagio Schilirò di Trc, e Massimo Schilirò per le foto che vedrete.

 

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Tutta strategia pre elettorale e come diciamo in dialetto brontese: ” cchiu’ alLA VIA ci fa’ aviri i soddi ”

ss 284Il progetto della strada di collegamento fra la Ss 284 e viale Kennedy, ovvero la bretella fra la nuova statale e la zona artigianale di Bronte, è salvo. Per un attimo, nonostante sia stato approvato dall’assessorato regionale al Territorio e ambiente, si è temuto che non potesse essere pagato con i fondi finanziati dal Cipe al Comune per la realizzazione dell’opera. Lo conferma il sindaco di Bronte, Pino Firrarello: “Tutti sanno che i Comuni in questo momento non nuotano certo nell’oro, e hanno vere difficoltà alla realizzazione di progetti per cui chiedere poi finanziamenti. Spesso, come abbiamo fatto noi con la nostra tangenziale finanziata con 12 milioni di euro, si avvalgono di vecchi progetti conferiti quando la normativa permetteva affidamenti anche in assenza di copertura finanziaria, condizionando il pagamento all’avvenuto finanziamento. Soltanto che la Regione siciliana, interpretando le norme comunitarie ha deciso che non potevano essere finanziati con fondi europei tutti gli incarichi non affidati nel rispetto delle nuove norme. Una posizione che avrebbe complicato parecchio fino a compromettere la realizzazione della nostra tangenziale, relegando i Comuni siciliani a una posizione di immobilismo e bloccando chissà quanti progetti in tutta l’isola”. Così Firrarello ha chiesto all’europarlamentare Giovanni La Via di presentare una interrogazione alla Commissione europea che ha risposto che “se l’incarico progettuale è stato conferito prima del recepimento della normativa comunitaria, esso restava valido”. Così la Regione siciliana ha emanato una circolare salvando il progetto di Bronte e di chissà quanti Comuni siciliani. “Questa circolare – scrive La Via – rappresenta un punto di svolta per le nostre amministrazioni locali, in quanto consente al Comune di utilizzare il parco progetti già acquisiti. Così, adesso per la realizzazione della tangenziale di Bronte riparte il count down. Adesso si procederà con la gara d’appalto che, trattandosi di un grosso importo, sarà espletata dall’Urega.

L.S. Fonte “La Sicilia” del 20-04-2014

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Nova Entra la stessa associazione che ha gestito l’appalto dei cani a Bronte

A Catania, con la scusa dei cani, si mancianu un saccu ‘i piccioli…


 19 apr 2014   Scritto da Redazione  0 Comment



ANCORA A PROPOSITO DEL SEQUESTRO DEI CANILI E DEGLI APPALTI ALLA NOVAENTRA AGGIUDICATI CON PROCEDURE MARCA “LIOTRU” CONFLITTI TRA AGGIUDICATARIA E STAZIONE APPALTANTE. MA ALMENO GLI ANIMALI STANNO BENE?

di Ignazio De Luca

A proposito del nostro report del 17 aprile sul sequestro giudiziario dei canili gestiti dalla NovaEntra a Catania e Adrano, oggi vi racconteremo del rassicurante (?) comunicato stampa del Comune di Catania.

“Dopo il sequestro del sito da parte dell’Autorità Giudiziaria – dice l’assessore all’Ecologia, Saro D’Agata – questa stessa ha nominato custode giudiziario del canile un dirigente del Progetto Animali e randagismo della Direzione Ecologia del Comune di Catania. L’Amministrazione Bianco ha ereditato dalla passata gestione la convenzione con il canile di San Giovanni Galermo che è un canile privato e non comunale”.

Concordiamo con l’assessore Sarò D’Agata come l’amministrazione comunale di Enzo Bianco abbia ereditato questa e altre ‘grane’ dalla Sindacatura di Raffaele Stancanelli, ma noi, “cani ” guardiani inascoltati, in tempi non sospetti, sin da ottobre 2013, avevamo messo in guardia la nuova Amministrazione di alcuni strani affari appaltizi messi su dalla direzione Ecologia e Ambiente del Comune di Catania. Spulciando le carte avevamo trovato intere colonie di irregolarità sulla Puntese Diesel, la NovaEntra e la IPI – OIKOS .

Abbiamo scritto, su LinkSicilia, anche del generosissimo risarcimento riconosciuto alla Parcheggi Europa. Il tempo, galantuomo, nonostante il silenzio assordante che avvolge questa vicenda, ci sta dando ragione.

La Magistratura si è già mossa per l’appalto alla Puntese Diesel, per la IPI – OIKOS, seppur marginalmente e il 17 aprile ha tagliato la manciugghia alla NovaEntra. Fiduciosi, attendiamo di fare poker, con lo stranissimo e abnorme risarcimento che l’ex Sindaco Stancanelli, qualche secondo prima che la sua sindacatura esalasse l’ultimo respiro, ha concesso alla Parcheggi Europa, società del potentissimo gruppo Virlinzi, che a Catania non si spaventa certo del gruppo Ciancio.

Invero, siamo rimasti basiti, allorquando leggevamo che “l’Autorità Giudiziaria ha nominato custode giudiziario del canile un dirigente del Progetto Animali e randagismo della Direzione Ecologia del Comune di Catania.” Ovvero, precisiamo noi, il dottore Rosario Puglisi .

A noi che abbiamo letto centinaia di pagine riguardanti atti della direzione ecologia, partoriti da questo dirigente, profumatamente remunerato dai catanesi, ci viene spontaneo chiederci: ma Dracula potrebbe ricoprire la carica di amministratore delegato della “banca del sangue”?

Piuttosto inquietanti e frastornanti ci sono sembrate le dichiarazioni del dottore Puglisi che di seguito riportiamo:

“Per quanto riguarda le procedure di affidamento dell’appalto, furono avviate nel 2012 a seguito della revoca unilaterale nel 2011 da parte della Provincia Regionale di Catania, che gestiva allora il servizio. La Provincia si avvaleva di alcuni canili accreditati, tra cui la Nova Entra associazione con canile regolarmente autorizzato ed iscritta nell’albo Regionale delle associazioni classe A, che già allora ricoverava circa 500 cani del comune di Catania, per i quali venivano riconosciuti € 2,50 per cane al giorno.”

“Nelle more di affidare – prosegue Puglisi – il servizio mediante asta pubblica, procedura che prevede un iter piuttosto lungo, data l’urgenza di regolarizzare il rapporto con i canili, che nel frattempo continuavano a mantenere ricoverati i cani del Comune, fu scelta una procedura più celere che è la trattativa privata multipla. La procedura legittima prevista dal codice degli appalti riguardava il ricovero di almeno 600 cani allo stesso prezzo base di € 2,50 praticato dalla Provincia sin dal 2009, a fronte di un tariffario Regionale di € 3,50 per cane di taglia piccola al giorno risalente al 2007. Non sorprende quindi che il ribasso sia stato soltanto dello 0,1% e che abbia partecipato solo un canile, atteso che già nel 2011 gli stessi avevano chiesto alla Provincia un aumento della tariffa a € 3,50. Ovviamente la stessa situazione si è riproposta nella successiva asta pubblica con pubblicazione del bando a cui potevano partecipare anche canili di altri comuni e/o regioni, in cui il ribasso d’asta si è dimezzato allo 0,05%”.

Chiediamo scusa per aver dovuto riportare integralmente lo “spot dichiarativo” del dottor Rosario Puglisi, ma è stato necessario per confutare le tesi un po’ bizzarre del dirigente.

La Provincia si avvaleva di alcuni canili accreditati, perché pur in piena emergenza, si punta solo sulla NovaEntra, che già ricoverava 500 cani del Comune di Catania? Non sarebbe stato più razionale, per l’esorbitante numero di cani, parcellizzare in più strutture il servizio? Ma se eravamo riusciti a resistere e appena barcollare sotto la gragnuola di minch… sciorinate, andiamo KO a proposito della successiva asta pubblica, quando dichiara che avrebbero potuto partecipare canili di altri Comuni e o Regioni.

Leggendo il bando, rigo per rigo, ci sovviene quanto possa essere sopraffina l’arte di travestire una bugia in verità. L’Amministrazione pubblica, certe volte, soprattutto a Catania, ci ricorda certi sarti che cucivano i vestiti su misura… Che dire, ad esempio, del ‘vestito’ tagliato su misura alla NovaEntra: infatti all’art. 3 del bando di gara, tra i requisiti minimi per la partecipazione, ve ne sono due che può possedere solo la NovaEntra!

1) chi partecipa “deve essere in possesso di canile munito di regolari autorizzazioni rilasciate dal Comune e dall’ASP competenti territorialmente

2) “il concorrente deve essere in possesso di un numero di box o posti cane tale da consentire il ricovero di n.ro minimo di 600 animali..”

Esiste sul territorio solo una struttura con le caratteristiche di cui ai numeri 1 e 2: la NovaEntra!

Tra l’altro, abbiamo anche dimostrato nel report su questa testata del 10 novembre 2013 dal titolo – Catania, appalti & milioni a gogò: piccioli pi’ tutti, per i belli e magari per i brutti! – che “le regolari autorizzazioni” rilasciate alla NovaEntra, dalla direzione ecologia del Comune di Catania, sono autenticamente taroccate.

Se tutto quanto sopra sembra poco e non lo è, il colpo di scena finale lo abbiamo riservato per il finale di questo articolo che certamente dovrà avere un seguito in altre sedi.

Il consiglio di amministrazione della NovaEntra ha annoverato, con la carica di vice presidente, dal 28 aprile 2012 al 29 luglio 2013, la signora Inserra Elena nata a Tripoli il nove ottobre 1961.

Ci risulta che la vice presidente, per 15 mesi e un giorno, della NovaEntra, impresa in convenzione ultra milionaria, col Comune di Catania, sia essa stessa dipendente del Comune di Catania.

Leggiamo che il verbale di aggiudicazione, sottoscritto dal presidente dottor Rosario Puglisi e dalle “testimoni cognite, richieste e idonee, sigg.re Grazia Sciuto e Gabriella Rizzo”, la Sciuto anche con funzioni di segretaria verbalizzante,d ell’appalto milionario alla NovaEntra, data 21 febbraio 2013.

La signora Inserra Elena, vicepresidente della NovaEntra al momento della stipula milionaria, da anni, presta servizio come amministrativa presso il corpo della polizia Municipale del Comune di Catania.

Così, a colpo d’occhio, ci chiediamo e chiediamo: tutto regolare?

Anche il posto impiegatizio occupato, per i frequenti interventi istituzionali che la Polizia Municipale è chiamata ad espletare, sembra decisamente particolare. Ma siamo sicuri che sia tutto regolare? Che non vi siano incompatibilità?

 

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LA PRECISAZIONE

Canile lager, D’Agata:
“Convenzione ereditata”

Venerdì 18 Aprile 2014 – 16:39
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La Giunta ha deciso di promuovere l’adozione dei cani e dei cuccioli, nati nel frattempo, anche con piccoli incentivi economici “una tantum”

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CATANIA – Condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario e maltrattamenti. Questi i presunti abusi che si sarebbero consumati all’interno dei due canili della provincia di Catania gestiti dall’associazione Nova Entra, denunciati  dal ministero della Salute e sequestrati  su disposizione della magistratura. Veri e propri “canili lager”, uno a San Giovanni Galermo e uno ad Adrano, che ospitavano quasi un migliaio di animali, e che operavano in convenzione con i rispettivi Comuni. Una situazione drammatica su cui è intervenuto l’assessore all’Ambiente del Comune di Catania, Saro D’Agata che si è detto non preoccupato. “Dopo il sequestro del sito da parte dell’Autorità Giudizaria – ha detto l’assessore all’Ecologia Saro D’Agata- questa stessa ha nominato custode giudiziario del canile un dirigente del Progetto Animali e randagismo della Direzione Ecologia del Comune di Catania. L’amministrazione Bianco ha ereditato dalla passata gestione la convenzione con il canile di San Giovanni Galermo che è un canile privato e non comunale. La Giunta – ha continuato D’agata – già da qualche settimana, ha deliberato una serie di iniziative che permetteranno un alleggerimento del numero dei cani all’interno della struttura”.

In particolare, l’organo di Governo ha dato mandato agli uffici di esperire una gara perl’affidamento in un’ altra struttura di ricovero di circa 60 unità animali. La Giunta ha anche deciso di promuovere l’adozione dei cani e dei cuccioli, nati nel frattempo, anche con piccoli incentivi economici “una tantum” che possono ad esempio servire per il trasporto del cucciolo in un comune diverso. “Attualmente – ha continuato l’assessore- stiamo facendo fronte ai bisogni dei cani ricoverati provvedendo anche al loro vitto. Coordinati dal custode giudiziario lavoreranno le associazioni di volontariato animalista, con cui siamo stati sempre in contatto e gli operatori della Nova Entra che hanno offerto la loro disponibilità.  Per quanto riguarda le procedure di affidamento dell’appalto- precisa Rosario Puglisi dirigente della direzione Ecologia e del Progetto animali- furono avviate nel 2012 a seguito della revoca unilaterale nel 2011 da parte della Provincia Regionale di Catania, che gestiva allora il servizio. La Provincia si avvaleva di alcuni canili accreditati, tra cui la Nova Entra associazione con canile regolarmente autorizzato ed iscritta nell’albo Regionale delle associazioni classe A, che già allora ricoverava circa 500 cani del comune di Catania, per i quali venivano riconosciuti € 2,50 per cane al giorno. Nelle more di affidare- ha continuato Puglisi- il servizio mediante asta pubblica, procedura che prevede un iter piuttosto lungo, data l’urgenza di regolarizzare il rapporto con i canili, che nel frattempo continuavano a mantenere ricoverati i cani del comune, fu stata scelta una procedura più celere che è la trattativa privata multipla”.

“La procedura legittima prevista dal codice degli appalti riguardava il ricovero di almeno 600 cani allo stesso prezzo base di € 2,50 praticato dalla Provincia sin dal 2009, a fronte di un tariffario Regionale di € 3,50 per cane di taglia piccola al giorno risalente al 2007. Non sorprende quindi che il ribasso sia stato soltanto dello 0,1% e che abbia partecipato solo un canile, atteso che già nel 2011 gli stessi avevano chiesto alla Provincia un aumento della tariffa a € 3,50. Ovviamente la stessa situazione si è riproposta nella successiva asta pubblica con pubblicazione del bando a cui potevano partecipare anche canili di altri comuni e/o regioni, in cui il ribasso d’asta si è dimezzato allo 0,05%”.

Ultima modifica: 19 Aprile ore 09:02
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Lettera al presidente Crocetta:  “Il Parco dell’Etna è fermo”

LA MISSIVA INVIATA A LIVESICILIACATANIA

Venerdì 18 Aprile 2014 – 12:49
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. Il Comitato esecutivo dell’ente composto da Ettore Barbagallo, Giuseppe De Luca, Salvatore Furnari, Antonino Lo Dico e Concetto Stagnitta scrive al Governatore.

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CATANIA. Il testo della lettera inviata, in primis, al presidente della Regione Rosario Crocetta:

“Con la presente, gli scriventi Barbagallo Ettore, De Luca Giuseppe, Furnari Salvatore, Lo Dico Antonino e Stagnitta Concetto, componenti del Comitato Esecutivo dell’Ente Parco dell’Etna, intendono informare le SS.LL. circa le gravi e urgenti problematiche inerenti il Parco del’Etna. Purtroppo, infatti, da una parte la scarsità di risorse assegnate e dall’altra l’impossibilità da parte dell’organo gestionale di agire e incidere su scelte ordinarie e strategiche progettuali, stanno portando l’ente verso un pesante immobilismo aggravato da laceranti contrapposizioni tra istituzioni nonché tra organi interni allo stesso ente parco.

I sottoscritti, eletti democraticamente con l’obbiettivo di rappresentare la comunità intera del territorio del Parco, vorrebbero espletare il mandato conferito, mettendo a disposizione l’esperienza e la competenza personale e puntando essenzialmente sulla tutela del patrimonio naturale ed sulla valorizzazione dello stesso ai fini di uno sviluppo sostenibile di un territorio recentemente insignito del prestigioso riconoscimento Unesco. Allo stato attuale il Comitato Esecutivo non è messo in condizione di operare secondo il disposto del Regolamento del Parco, che all’art 3, sulle funzioni dell’organo istituzionale, così recita: “Il Comitato Esecutivo esercita le seguenti attribuzioni: compie tutti gli atti per il regolare funzionamento dell’Ente ed il raggiungimento delle finalità istitutive, con esclusione di quelli che siano specificatamente attribuiti alla competenza del Consiglio o del Presidente;

esercita le attribuzioni del Consiglio, quando ne abbia ricevuto espressa delega;

adotta, nei casi di comprovata urgenza, i provvedimenti di competenza del Consiglio sottoponendoli alla ratifica dello stesso nella prima riunione successiva alla data di adozione del provvedimento;

predispone gli atti ed esamina preliminarmente le questioni da sottoporre al Consiglio;

approva i progetti di opere e ne stabilisce le modalità di appalto;

approva i contratti per opere e forniture;

cura i rapporti con Enti ed Associazioni ai fini della salvaguardia del Parco;

delibera il conferimento ad Enti o esperti di incarichi per studi o prestazioni professionali;

bandisce concorsi per i posti in organico, approva le graduatorie e nomina i vincitori;

approva le convenzioni con i soggetti, singoli o associati, per l’esercizio di attività a carattere continuativo funzionali alla fruizione turistica, ricreativa, sportiva da esercitarsi nell’ambito del Parco;

concede con apposita convenzione l’utilizzo del simbolo del Parco a soggetti, singoli od associati, secondo le modalità e le forme previste nell’apposito regolamento;

stabilisce, su proposta del Direttore, le aliquote di deperimento per la valutazione dei beni mobili e delle macchine e dispone la cancellazione dagli inventari dei beni mobili per fuori uso, perdite, cessioni ed altri motivi;

esegue le delibere del Consiglio.”

Considerata l’urgenza della problematica esposta e confidando nella dimostrata attenzione del nostro Presidente della Regione circa l’efficienza nella conduzione dei vari Enti Pubblici Regionali, i sottoscritti

CHIEDONO

un incontro con le SSLL per poter dettagliatamente illustrare quanto sopra, al fine di giungere ad una risoluzione immediata delle problematiche evidenziate”.

Ultima modifica: 18 Aprile ore 12:50
Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

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