Archivio dell'autore: Nunzio Spanò

Informazioni su Nunzio Spanò

Consigliere comunale

Silvio ai servizi sociali

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Il matrimonio Razzi. Davvero. – L’abbiamo scovata sul nuovo numero di Gente. Sta facendo il giro del web, e di tutti i quotidiani. È lo scatto dell’anno. Forse di sempre. Parliamo della foto del matrimonio di Antonio Razzi, davvero.

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Coerenza politica

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Neonato morto per infezione ospedaliera “Omicidio colposo”, indagati 8 medici

Giovedì 24 Aprile 2014 – 16:19 di 
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Dopo essere stato dimesso in apparenti buone condizioni, come ha replicato l’azienda, i medici del Santo Bambino non avrebbero diagnosticato, durante un successivo ricovero, il germe che ha portato alla morte il neonato tra atroci sofferenze. Oggi l’autopsia.

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CATANIA- La Procura di Giovanni Salvi vuole vederci chiaro sulla morte di F.D., neonato strappato alla vita, secondo le prime ipotesi, da un batterio tipicamente ospedaliero.

Gli inquirenti hanno disposto l’autopsia del cadavere del piccolo bambino, sepolto all’interno di una bara bianca nel cimitero di Catania.

Al momento l’ipotesi d’accusa degli inquirenti è di omicidio colposo a carico di 8 medici del Santo Bambino, noto centro di eccellenza in cui F.D. era nato ed era stato dimesso apparentemente in buone condizioni, come ha sottolineato l’azienda.

Gli inquirenti stanno ricostruendo ogni attimo succeccivo alla nascita; il batterio avrebbe continuato a diffondersi indisturbato nel corpo del neonato anche durante un secondo ricovero al Santo Bambino, quando l’infezione in corso avanzato non veniva diagnosticata.

Il batterio è stato scoperto soltanto dopo il trasferimento nel reparto di terapia intensiva del Policlinico di Catania, mentre il bimbo era intubato e lottava, tra atroci sofferenze, tra la vita e la morte. A quel punto gli antibiotici non sono riusciti a bloccare l’infezione.

Due sono i profili in corso di verifica: le scarse condizioni igieniche che potrebbero aver fatto proliferare il batterio e la presunta negligenza dei medici, accusati di non aver diagnosticato l’infezione che ha ucciso il bambino.

La battaglia dei genitori, inconsolabili, si è trasferita nelle aule del tribunale, dove è iniziata la guerra fatta di perizie e consulenze di parte.

L’Osservatorio dei diritti del malato, guidato da Manfredi Zammataro, ha annunciato di essere pronto a costituirsi parte civile nel processo.

I legali di alcuni medici indagati, intervistati da Antenna Sicilia, hanno dichiarato di essere in attesa del responso delle perizie.

Ultima modifica: 24 Aprile ore 16:30
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Il Sindaco di Maletto smentisce il suo ex Pippo De Luca.

LETTERA IN REDAZIONE

I sindaci del Parco dell’Etna:
“Non c’è alcun immobilismo”

Giovedì 24 Aprile 2014 – 10:48 di 
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Scrivono i primi cittadini: “I fatti parlano di un Parco vivo, in costante e sempre più ampio ascolto del territorio attraverso l’istituzione dei Forum dell’ambiente e di quello dell’agricoltura”.

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CATANIA. I sindaci dei Comuni del Parco dell’Etna replicano alla lettera inviataci dal Comitato esecutivo:“Gli scriventi sindaci dei Comuni ricadenti nel territorio del Parco dell’Etna manifestano forti perplessità nei riguardi della lettera dei componenti del Comitato Esecutivo dell’Ente,pubblicata oggi da alcuni organi di stampa prima che i suoi contenuti fossero oggetto di un utile, forse necessario confronto con il Consiglio del Parco. Gli scriventi ritengono di esprimere il più totale dissenso su alcuni di questi contenuti, in particolare sull’idea di “pesante immobilismo” dell’ente che, fatto estremamente singolare e nella sostanza fortemente autocritico, gli amministratori dell’ente stesso vogliono fare passare all’esterno. Un’idea che, oltre a mortificare pesantemente l’impegno dei dipendenti del Parco, costretti ad operare in condizioni estremamente difficili per la “scarsità di risorse assegnate” evidenziate anche dagli autori della lettera, distorce una realtà ben differente da quella descritta dai componenti del Comitato Esecutivo.

I fatti, peraltro ben visibili, dicono invece che il Parco dell’Etna, con il lavoro oscuro ma estremamente prezioso e con la professionalità del suo personale, ha regalato “a costo zero” alla comunità etnea e all’intera Sicilia quello straordinario risultato che è l’inserimento dell’Etna tra i siti naturali del Patrimonio mondiale UNESCO, risultato che può e deve creare, con l’adeguato e auspicabile sostegno della Regione Siciliana e con l’impegno intelligente di noi amministratori, opportunità importanti per il territorio. I fatti dicono che, in questi ultimi mesi, il Parco è riuscito a recuperare e a rendere fruttuosi, anche in questo caso grazie all’impegno forte e motivato dei suoi dirigenti e funzionari, finanziamenti comunitari per oltre 5 milioni e mezzo di euro, da utilizzare per il recupero e la restituzione alla collettività di alcuni punti base e strutture fondamentali per una migliore valorizzazione e fruizione dell’area protetta e dislocati sui vari versanti del vulcano.

I fatti parlano di un Parco vivo, in costante e sempre più ampio ascolto del territorio attraverso l’istituzione dei Forum dell’ambiente e di quello dell’agricoltura, pienamente collegato con la società che lo circonda come si evince dalle tante conferenze e incontri organizzati sui più svariati argomenti, molto determinato sul fronte più importante della sua mission istituzionale, quello della tutela e del decoro dell’ambiente, come dimostrano la grande manifestazione simbolica che ha coinvolto centinaia di persone tra rappresentanti di istituzioni, associazioni e semplici cittadini, impegnati insieme a ripulire il territorio dagli orrori lasciati dai suoi deturpatori e i costanti appelli rivolti dal Parco a vari livelli per sensibilizzare interlocutori istituzionali e opinione pubblica sul problema della pulizia. Di quale immobilismo parlano, dunque, i componenti del Comitato Esecutivo? Quanto alle “laceranti contrapposizioni” denunciate dagli autori della lettera, gli scriventi ribadiscono che è forse il caso che esse diventino al più presto, nell’interesse del Parco e delle sue popolazioni, oggetto di un serio e costruttivo confronto con il Consiglio, che rappresenta di fatto e di diritto la comunità intera del territorio del Parco. Alla luce delle superiori valutazioni chiederemo al Sig. Presidente Dott.ssa Maria Antonietta Mazzaglia la convocazione straordinaria ed urgente di una seduta del Consiglio del Parco”.

I sindaci: 

Barbagallo Anthony – Sindaco di Pedara

Barbagallo Giovanni – Sindaco di Trecastagni

Barbagiovanni Salvatore – Sindaco di Maletto

Borzì Antonino – Sindaco di Nicolosi

Caputo Carlo – Sindaco di Belpasso

Castro Mario – Sindaco di Ragalna

Leonardi Francesco – Sindaco di Viagrande

Mastroianni Salvatore – Sindaco di Santa Maria di Licodia

Nicostra Giuseppe Maria – Sindaco di Sant’Alfio

Puglisi Ignazio – Sindaco di Piedimonte Etneo

Giuseppe Maria Nicotra – Sindaco di Sant’Alfio

Ultima modifica: 24 Aprile ore 10:48
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CALATABIANO Fuga di gas: esplosione in un’abitazione Anziana ricoverata in terapia intensiva

Giovedì 24 Aprile 2014 – 15:29 di 
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La deflagrazione in un’abitazione di Calatabiano ha coinvolto anche l’Istituto comprensivo “Macherione”. Gli alunni fortunatamente non erano ancora in aula. La 75enne, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 15% del corpo, non sarebbe in pericolo di vita.

CALATABIANO. Avrebbe potuto causare un bilancio ben più grave l’esplosione avvenuta stamani all’interno di un’abitazione di via Vittorio Veneto a Calatabiano. Erano le 8 e 30 del mattino quando uno scoppio ha turbato la quiete del piccolo comune ionico. La fuga di gas dalla bombola di una cucina ricavata sul terrazzo di una casa adiacente all’Istituto comprensivo “Macherione e il successivo boato ha fatto temere il peggio.

La deflagrazione ha colpito in pieno la proprietaria della casa, una donna di 75 anni, rimasta ustionata al viso, alla gamba ed alla mano destra. Immediata la corsa in ambulanza verso il Centro Grandi Ustioni dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania, dove la vittima è stata ricoverata in terapia intensiva. L’anziana, che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 15% del corpo, non sarebbe tuttavia in pericolo di vita. I medici non hanno ancora formulato la prognosi. E’ stato il figlio, in casa al momento dell’esplosione, a chiedere l’intervento dei soccorritori. L’onda d’urto causata dallo scoppio ha coinvolto anche l’attiguo edificio scolastico. Infrante tutte le vetrate di quattro aule al cui interno solo per fortuna non avevano ancora fatto ingresso gli alunni. I vetri avrebbero potuto colpire gli studenti seduti nei banchi vicini alle finestre.

Tra i primi a giungere sul posto i carabinieri di Calatabiano, seguiti subito dopo dai sanitari del 118 e dai vigili del fuoco del distaccamento di Riposto. Questi ultimi hanno prima messo in sicurezza la bombola dell’abitazione e subito dopo hanno verificato le condizioni dell’istituto scolastico, dichiarando inagibili le quattro aule colpite. Secondo la ricostruzione dell’episodio, la fuoriuscita di gpl si sarebbe verificata nel cuore della notte. Stamani poi il tentativo di accensione di un fornello avrebbe causato la deflagrazione.

Ultima modifica: 24 Aprile ore 15:31
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Amministrative, è battaglia in cinque comuni. Tutti i nomi e gli schieramenti in campo

ELEZIONI 2014

Giovedì 24 Aprile 2014 – 06:02 di 
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Il 25 maggio andranno al voto Acireale, Ragalna, Zafferana Etnea, Aci Castello e Motta Sant’Anastasia.

CATANIA – Motori pronti a partire nei cinque comuni della provincia etnea chiamati al voto. Liste e candidati saranno depositati ufficialmente mercoledì 30 aprile. Intanto, però, la griglia di partenza è in buona parte delineata. Così, almeno, ad Acireale, il centro più importante chiamato a rinnovare sindaco e consiglio comunale. Su 58mila abitanti, saranno in 35mila gli aventi diritto, il 25 maggio, a decidere chi sarà il successore di Nino Garozzo alla carica più alta di Loggia Giuratoria. Punta su Michele Di Re il centrodestra a trazione Forza Italia. Centrosinistra, invece, in ordine sparso. Il Partito democratico schiera Seby Leonardi, candidato che piace anche alla lista centrista vicina a Santo Primavera. L’Udc Nicola D’agostino sostiene, invece, il candidato civico – scelto con il metodo delle primarie – Roberto Barbagallo. È espressione del progetto Acireale Bene Comune Michele Alì; mentre il M5s punta tutto su Salvo Raciti. In campo pure i candidati Mario Di Prima e Marcello Monaco. Quest’ultimo civico, sì, ma vicino – secondo i rumors – al Nuovo Centrodestra di Pino Firrarello.

Piazza incandescente quella di Motta Sant’Anastasia. Tenta la riconferma il sindaco uscente, di area autonomista, Angelo Ercole Giuffrida. A sfidarlo ci sono in primo luogo tre candidati espressione del centrosinistra. Prossimo a Luca Sammartino, deputato regionale di Articolo 4, èAnastasio Carrà, attuale presidente del Consiglio comunale. Doppia candidatura, tra le polemiche, invece, per i democratici. Da un lato c’è infatti il liberal Daniele Capuana, sostenuto da Megafono, Scelta Giovane e  renziani; dall’altra Danilo Festa, segretario del circolo cittadino del Pd, che rivendica per se la titolarità del simbolo. Una questione sulla quale la segreteria provinciale del partito non ha sciolto la riserva. Compatto, invece, il Movimento cinque stelle che si stringe attorno a Giancarlo Amato. In campo anche il civico Concetto Roccasalva. Fuori dalle sigle ufficiali pure Salvatore Scuderi, che i più danno prossimo al sottosegretario all’ agricoltura Giuseppe Castiglione.

Aci Castello. È il centrodestra storico a tirare la volata per il secondo mandato di Filippo Drago. Con lui, infatti, Forza Italia, Nuovo Centrodestra, autonomisti e tre civiche. A contendere la poltrona di primo cittadino c’è la pentastellata Leda Adamo. Si registrano anche qui scricchiolii nel centrosinistra. Il Pd si stringe attorno a Maurizio Marino, candidato che piace anche all’ex sindaco in quota Sel, Paolo Castorina. Non ci sta invece il Megafono. Nei mesi scorsi il coordinatore provinciale Giuseppe Caudo annunciava: “Ad Aci Castello stiamo facendo la lista più forte tra le città al voto. Lì abbiamo un circolo molto plurale e con una grossa presenza di donne al suo interno”. Oggi, però, il movimento che fa capo al Presidente della Regione sembrerebbe puntare sulla destrorsa Carmencita Santagati, già assessore sia a Catania che nel comune castellese. Un nome di esperienza, che scompaginerebbe tuttavia le coalizioni tradizionali. A sostenerla ci sarebbero, infatti, non solo gli esponenti del Megafono, ma i delusi dello scudocrociato e dell’ex Pdl.

Sfida in chiave del tutto civica invece a Ragalna. Scende nell’agone Vittorio Carone, uomo storico di Ignazio La Russa, attuale presidente del consiglio comunale e già sindaco fino al 2004. L’area centrista punta invece su Salvo Chisari, che nei mesi scorsi si è fatto interprete di istanze a favore del “rinnovamento della classe dirigente”. Schiera, invece, il docente Roberto Fonte il movimento di Beppe Grillo. Negli scorsi giorni era circolato anche il nome di Nino Gulisano, socialista storico e suocero di Mauro Mangano, sindaco di Paternò. La sua candidatura, però, è stata ritirata nelle ultime ore.

Quadro assai più semplice a Zafferana Etnea. Disputa al maggioritario tra l’uscente Alfio Russoe l’avvocato Giuseppe Licciardello, che vanta un’esperienza amministrativa come assessore all’Urbanistica nella giunta di Filadelfo Patanè, il sindaco che ha governato il paese fino a cinque anni fa. Nei mesi scorsi sono circolati anche i nomi di Giuseppe Sapienza, ex vice di Alfio Russo, dimessosi per divergenze con il sindaco, e dell’autonomista Alfio Barbagallo, ex consigliere provinciale e già candidato alle regionali del 2012. Entrambi, però, si sono resi indisponibili.

Ultima modifica: 24 Aprile ore 06:44
 
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Catania comunale “casa di vetro”? O di “specchietti per le allodole”?Direzione ecologia ambiente, bandi “mascariati” e appalti milionari pilotati con interpretazioni alla catanese del codice

23 aprile 2014, 10:13

downloaddi Ignazio De Luca Iena investigativa

Catania è un comune dove “dilaga” la legalità: direzione ecologia e le strane proroghe di appalti milionari senza contratti né fideiussioni, era “l’occhiello ” di un articolo postato il 13 marzo 2014, con il quale, senza mezzi termini ienascamente, denunciavamo le irregolari e illegittime proroghe concesse alla società fantoccia Officine Meccaniche scrivendo che “il dirigente, della direzione Ecologia, successore della licenziata dottoressa Li Destri, dottor Italia da oltre sei mesi, con una violazione industriale di norme del codice degli appalti consente alla fantoccia Officine Meccaniche di continuare a gestire il servizio … Tutto questo in proroga ma senza contratto né polizza fideiussoria… Non si capisce questo accanimento della Direzione Ecologia a “insistere “con la società fantoccia, forse si vogliono creare i requisiti “a tavolino” per poter avere titolo a partecipare al nuovo bando?”

Noi, per aver assistito lo scorso 10 aprile, all’apertura delle buste per l’affidamento del servizio oggetto dell’appalto per mesi otto, a questo interrogativo, che ponevamo lo scorso 13 marzo, con i nostri ragionamenti facili, facili, crediamo di dover dare risposta positiva. Prima di dare conto dei nostri ragionamenti, scaturiti per aver assistito alla seduta dell’apertura delle due sole buste pervenute alla commissione presieduta dal dottor Italia coadiuvato dal dottor Adonia e dalla dottoressa Pennacchietti, dobbiamo brevemente sintetizzare “l’ affair” appaltizio, risalente al 2009, che noi avevamo scoperto essere stato fraudolentemente assegnato.

La Direzione Ecologia del Comune di Catania, presieduta, a quel tempo dalla licenziata dottoressa Anna Maria Li Destri, si fece rifilare una perizia giurata stragiudiziale alterata per milioni di euro, dal legale rappresentante della Puntese Diesel srl, il Signor Amore Antonino, recentemente colto da “provvidenziale”quanto improvvisa morte, in quel di Tanzania, aggiudicandosi un appalto di oltre cinque milioni di euro. L’alterazione consistette nell’aggiunta della lettera “C” che era indispensabile per certificare il volume d’affari richiesto dal bando per partecipare alla gara. Infatti la falsa perizia venne inserita nella documentazione inviata al Comune per partecipare alla gara.
La doppia perizia, la tempistica di costituzione della società, la tardiva assicurazione, la stranezza dell’essere l’unica ditta partecipante ad una gara così importante e il troppo contenuto ribasso d’asta avrebbero forse dovuto allertare con maggior tempestività le funzioni delegate al controllo.

Tuttavia avrebbero potuto farla franca, continuando alacremente a truffare risorse pubbliche col rinnovo appaltizio, se Iena Milionaria non gli avesse scoperto gli altarini. Così costretti (la Li Destri e il “trapassato” signor Amore) a correre ai ripari, verrà costituita una società fantoccia, la Officine Meccaniche, che diventerà cessionaria del lucroso affare appaltizio, che il signor Amore, prima come ditta individuale e poi come società deteneva ininterrottamente da oltre due lustri.

Certamente sarà un caso fortuito che la Officine meccaniche,  ripetiamo società fantoccia, sia stata costituita presso lo studio del dottore Concetto Lombardo, notaio di fiducia del fu signor Antonino Amore. Come anche tra le coincidenze veramente straordinarie bisogna annoverare la casuale nomina di amministratore unico del signor Vincenzo Coco che guarda caso è il cugino del signor D’Agata Vincenzo, genero del defunto(?) signor Amore. Saranno finite le casualità vi chiederete? Manco per sogno! Infatti l’altro socio fondatore della società fantoccia è il signor Fumagalli Adriano, persona di fiducia di vecchia data del signor Antonino Amore, ops dimenticavamo del defunto signor Amore.

A prescindere dalle casualità sopra elencate, a questa società fantoccia pomposamente appellata Officine Meccaniche, inattiva, con 2.500,00 euro di capitale, sarà consentito dalla dottoressa Li Destri, a settembre 2013, un mese prima di essere licenziata, di subentrare nell’appalto milionario, ignorando le più elementari norme del codice degli appalti poste a tutela della stazione appaltante. Proseguiamo nel racconto, la situazione precipita.
Il nuovo bando, a valere per il 2013/2015, predisposto con sapiente e raffinato taglio selettivo dalla dottoressa Li Destri, porterà l’ottimo sindacalista della FIDAP, Carmelo Condorelli, a coniare  l’opportuna locuzione del “bando cucito addosso” ad una sola ditta, la Puntese Diesel, appunto. Colmata la misura, finalmente l’amministrazione Bianco interverrà con provvedimento disciplinare e successivo licenziamento della dirigente della direzione ecologia, avvenuto, a mente, il 31 ottobre 2013.

Ricapitolando la Puntese Diesel srl, che era oggetto di pressanti indagine della Guardia di Finanza, cede, il 13 settembre 2013,un appalto di oltre cinque milioni di euro, ad una società fantoccia inattiva, Officine Meccaniche, costituita 40 giorni prima, i cui due soci detengono il 50% ciascuno delle quote societarie, con capitale di euro 2.500,00! Amministratore della società è il signor Vincenzo Coco, cugino del signor D’Agata Vincenzo che è il genero del signor  Antonino Amore, amministratore della Puntese Diesel, l’altro socio, della società fantoccia, è la persona di fiducia, da lustri, del signor Amore. Così prima che venisse licenziata dal Comune, la direttrice Li Destri fa giusto in tempo ad autorizzare la cessione dell’appalto a questa società fantoccia che dalla seconda decade di settembre 2013 inizierà a gestire come Officine Meccaniche. Nell’articolo del 13 marzo  2014 davamo contezza che dopo sei mesi di gestione, la società fantoccia, non era stata in grado di produrre, al nuovo dirigente dottor Italia, la fideiussione e la documentazione per regolarizzare il subentro e aveva anche tre mesi di arretrato con gli stipendi ai lavoratori, eppure la direzione ecologia nella persona del suo dirigente responsabile, tollerava l’illecito, prorogando di tre mesi in tre mesi l’appalto, in maniera arbitraria e contro legge.

Contro legge per la mancata produzione della polizza fideiussoria posta dal codice degli appalti a garanzia della stazione appaltante e arbitraria, per avere noi inequivocabilmente dimostrato che senza l’alterazione della perizia stragiudiziale, la Puntese Diesel srl, non avrebbe avuto i requisiti per partecipare all’appalto milionario, tanto meno trasferire alla fantoccia Officine Meccaniche con 2.500.00 euro di capitale un appalto a base d’asta di 4.750.000,00 oltre IVA. Quanto da noi dimostrato con i nostri articoli, procuravano alla dottoressa Li Destri prima e successivamente al signor Amore una denuncia per turbativa d’asta e corruzione. “Fortunatamente” per il signore Amore sopraggiungeva un improvvisa morte in quel di Tanzania, dove aveva importanti e lucrosi affari, anche lì, appaltizi nel settore pubblico.

Ma la cricca che da anni  lavora indisturbata alla direzione ecologia ambiente del comune di Catania, similmente alI’Idra, non perde vitalità col taglio di una sola delle nove teste, così viene acconciata una procedura aperta con lettera di invito, della durata di otto mesi . Alla direzione ecologia, lo sappiamo, sono specialisti a tagliare su misura le regole per una sola ditta. Accade, però, nella stesura della lettera di invito, forse per difetto di comunicazione con le altre otto teste, un incidente di percorso, infatti viene inserito un requisito, di cui appresso diremo, che per giurisprudenza unanime, escluderebbe in toto dalla partecipazione la società fantoccia, anzi ne impedirebbe perfino la presentazione dell’istanza. Forse per cercare di rimediare all’irrimediabile, nel bando viene inserito un requisito curioso in quanto non attinente all’oggetto dell’appalto.

Nella lettera di invito riportante i requisiti del bando viene richiesta, a tutela della stazione appaltante, il requisito che le ditte partecipanti siano iscritte   alla Camera di Commercio da almeno tre anni. Lo scorso 10 aprile, in sede di seggio di gara, stentavamo a credere alle nostre orecchie, anzi eravamo presi dal panico pensando di non riuscire a ben comprendere i concetti espressi dai componenti del seggio, tanto che appena tornati a casa, riascoltavamo, febbrilmente, la registrazione e finalmente, ci tranquillizzavamo. Avevamo fugato col riascolto, ogni dubbio e perplessità . Pretenziosamente infatti la stazione appaltante, come riferivano i componenti del seggio di gara, aveva inteso modificare la legge speciale della lettera invito- bando, annullando per le ditte partecipanti il requisito dei tre anni di iscrizione alla camera di commercio. È unanimemente riconosciuto dalla giurisprudenza che l’iscrizione alla Camera di Commercio  in quanto requisito soggettivo, non può essere acquisito attraverso l’acquisto del ramo d’azienda, questi infatti risulta essere requisito oggettivo al pari dell’acquisto dei beni aziendali, del fatturato, del personale, delle attrezzature. Tantomeno la stazione appaltante, mediante chiarimenti auto interpretativi, può modificare il bando, ma può e deve limitarsi alla mera applicazione delle clausole prescrittive del bando stesso . Così l’unica strada percorribile per la stazione appaltante, persistendo la volontà di far decadere il requisito d’iscrizione alla Camera di Commercio dei tre anni, è quello di ritirare il bando- lettera invito ed emanarne un altro modificato, ma questa ci sembra soluzione di “strada che non spunta”.

Il requisito del bando lettera invito, che abbiamo definito curioso, attiene alla certificazione avente codice identificativo EA 17 ” metalli e loro leghe, fabbricazione di prodotti in metallo” è la specifica delle ditte che lavorano in questo settore.
Sappiamo che oggetto dell’appalto è la riparazione, la manutenzione, il lavaggio degli automezzi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani . Sappiamo anche che le categorie di certificazioni, attinenti all’appalto, sono la EA 29
a e b in particolare la EA 29 B è perfettamente aderente all’appalto, certificando “la riparazione di cicli motocicli e autoveicoli”.
Non si stupiranno sicuramente i nostri lettori se di tutte le ditte invitate nessuna possedesse, ad eccezione della società fantoccia Officine Meccaniche, la certificazione EA 17. Noi che ormai siamo smaliziati, non ci siamo stupiti e abbiamo voluto misurare l’impudenza dell’Idra dalle otto teste, ricercando, sommariamente,  ditte in possesso della certificazione EA 17 e abbiamo trovato:
a) La Ghiseria srl S. Giuseppe La Rena commercio e vendita prodotti siderurgici;
b) Me. Co. Met. srl produzione di carpenteria metallica e infissi in ferro;
c) O. L. S. A.  Messina officine lavorazione siderurgiche e affini srl;
d) Lodato e Di Pasquale srl Caltanissetta  lavorazione e trasformazione del ferro.
Niente male, ma solo della lettura ci immaginiamo che le ditte di cui alle lettere a d, esercitino la loro attività industriale in capienti capannoni industriali, mentre sappiamo di sicuro che la società fantoccia Officine Meccaniche abbia la sede legale in appartamento di civile abitazione e dividano la spesa dell’affitto con altre ditte. Non ci risultano dalla visura camerale che abbia altra sedi operative. Che c’azzecca la certificazione EA 17 con la società fantoccia?

Stando così le cose, se quanto sopra risulta vero come è vero, tiriamo, le conclusioni. Da oltre sette mesi, per la fraudolenta aggiudicazione dell’appalto del 2009 alla Puntese Diesel srl, riteniamo possa configurarsi danno erariale, consentendo alla Officine Meccaniche di continuare a lucrare su di esso . Nelle more di una nuova lettera di invito seria, l’amministrazione dovrebbe revocare in autotutela la cessione del ramo d’azienda, per altro autorizzato dalla dirigente Li Destri, licenziata e indagata per turbativa d’asta e corruzione.
Risulta di tutta evidenza che ogni euro che la Officine Meccaniche succhia alle casse comunali come ristoro dell’interposizione gestionale deve configurarsi come danno erariale. Staremo attenti agli ulteriori sviluppi.

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BRONTE: MINACCIA E PICCHIA LA EX: IN MANETTE UN 45 ENNE

ccBRONTE. I carabinieri della Stazione di Bronte hanno arrestato in flagranza di reato un brontese, classe 1969, per atti persecutori, minacce gravi, percosse, tentativo di lesioni, nonché resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale. L’uomo, che da poco aveva terminato la sottoposizione agli arresti domiciliari per episodi di violenza pressoché analoghi commessi nel novembre 2013, come allora, in forte stato di agitazione, si è recato dall’ex convivente, stavolta raggiunta presso il bar dove la stessa lavora e, per costringerla a mostrargli la figlia di pochi mesi, si è scagliato contro di lei prima minacciandola di morte poi prendendola a schiaffi ed infine lanciandole addosso una bottiglia di vetro. L’uomo, bloccato dai Carabinieri prontamente intervenuti sul posto, ha tentato di opporsi all’arresto. Il 45enne che dovrà rispondere di stalking è stato tradotto nel carcere di Piazza Lanza, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Fonte LivesiciliaCatania

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Cittadini di Bronte ” ALLEGRIA” il Sindaco ci porta lo Zecchino D’Oro. Hanno ragione quando dicono che con l’eta si diventa sempre piu’ bambini. Attenderemo con ansia l’esibizione di qualche amministratore comunale

watermarked-Zecchino-dOroI bambini di Bronte sono pronti a rischiarare le voci: il 16 e 17 maggio arriva lo Zecchino d’oro. La sinergia fra il Comune di Bronte e la locale sezione della Fidapa (Federazione italiana donne arti e professioni), presieduta dalla dottoressa Maria Schilirò, ha convinto gli organizzatori della 57’ edizione dello Zecchino d’Oro, che si svolgerà nel prossimo novembre, a fare tappa a Bronte per una selezione dei bambini che poi verranno chiamati a cantare. Un evento che diventerà spettacolo per 2 giorni ricchi di manifestazioni. Se la selezione vera e propria avverrà il 16 maggio nella scuola elementare di via Baracca, alle 21 nel teatro comunale si leveranno le voci del coro “Voci dell’arcobaleno” con lo spettacolo “Aspettando lo Zecchino”. L’indomani festa grande. Il 17 maggio, infatti, nella centralissima piazza Spedalieri dalle 15 tanti giochi ed animazione e poi alle 17, 30 la “Serata d’oro …Zecchino” ovvero lo spettacolo con i piccoli finalisti delle selezioni. “Organizzare a Bronte la selezione di una manifestazione così prestigiosa come lo “Zecchino d’Oro”, – afferma il sindaco Pino Firrarello – che da generazioni è parte del costume e del patrimonio culturale italiano, aiuterà a far conoscere, più di quanto non lo sia oggi, la nostra cittadina ed il suo inviabile territorio. Alla Fidapa di Bronte il merito di aver, con tenacia e dedizione, favorito l’organizzazione di questo evento che sarà ricordato per anni”. Per il primo cittadino un momento anche culturale: “La tappa della Zecchino d’oro di Bronte poi – infatti ribadisce – non potrà far altro che alimentare l’amore e la passione per l’arte della musica e del canto. Essendo una manifestazione riservata ai giovanissimi, ovvero a coloro che rappresentano il futuro e le speranze della nostra società, avrà la forza di incidere nelle loro coscienze, trasmettendo il suo influente ed autorevole messaggio positivo che, nonostante abbia da sempre accompagnato tante vecchie generazioni, ha sempre la forza dell’attualità”.

L’Addetto stampa Gaetano Guidotto

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