Usura ed estorsione, 4 in cella
arrestato agronomo catanese

Il professionista, forte di appoggi mafiosi, avrebbe offerto prestiti agli imprenditori con tassi del 120 per cento: minacce e intimidazioni per ottenere i pagamenti

Le squadre mobili di Caltanissetta ed Enna, nell’ambito di procedimento penale della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, hanno eseguito un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere a carico di quattro soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, nonché estorsione ed usura aggravate dall’avere agito con modalità mafiose.

Secondo quanto accertato dalle indagini grazie alla mediazione di un agronomo catanese consulente di un istituto di credito, un imprenditore agricolo di Villarosa (EN) inserito in “Cosa Nostra” e vicino al clan Emmanuello di Gela (CL) avrebbe effettuato prestiti con interessi usurai complessivi del 120% ad un imprenditore di Catania in difficoltà economiche, cercando di farsi dare le cifre richieste anche con minacce gravi.

Analogamente, un altro imprenditore agricolo di Enna, sempre a seguito della mediazione del medesimo agronomo, avrebbe procurato alla stessa vittima, tramite suoi dipendenti, un altro prestito di 50 mila euro a tassi usurai. Anche in questo caso, reiterate sono state le minacce per costringere al pagamento la vittima, la quale, costretta dagli eventi, stava per porre in vendita tutte le sue proprieta’.

L’inchiesta è cominciata dopo la cattura del capomafia gelese Daniele Emmanuello. Allora la polizia scoprì la rete di favoreggiatori che aveva coperto la latitanza del boss, individuando una serie di uomi d’onore dei clan mafiosi di Villarosa

e Vallelunga Pratameno.

Le indagini evidenziarono il ruolo di Roberto La Paglia, “vivandiere” di Emmanuello e vicino alla famiglia mafiosa capeggiata da Maurizio Nicosia, tra gli arrestati di oggi.

Anche dalla testimonianze di pentiti si accertò l’ascesa del clan Nicosia che aveva il controllo del territorio di Villarosa e la leadership nel traffico della droga. Secondo la polizia, il capomafia avrebbe, riciclato il denaro della cosca e investito parte dei soldi nel business dell’usura. Un’attività redditizia e diffusa quella dei prestiti a strozzo esercitata dal clan anche in altre province. Per riscuotere i crediti si ricorreva anche a minacce e danneggiamenti.

Dalle indagini è emersa la figura di un imprenditore del catanese di 40 anni spesso intercettato al telefono con Nicosia.
Gli agenti hanno accertato che l’imprenditore aveva chiesto denaro al boss. Dopo una prima fase di totale reticenza dovuta alla forte paura di ritorsioni, ha raccontato tutto agli investigatori.
Inizialmente a fare da tramite tra la vittima e Nicosia sarebbe stato Giuseppe Torrisi agronomo e consulente bancario, anche lui finito oggi in cella, che si era offerto di trovare, tramite “amicizie” le somme prima da Michele Cammarata, pure lui arrestato, altro arrestato, poi da Nicosia.

(20 luglio 2012)

 

Cronaca

Il clan investe in usura
arresti a Enna e Catania

Fermati tre imprenditori e un agronomo. Avrebbero costretto la vittima a vendere le proprietà per saldare il debito. Per gli inquirenti sarebbero vicini agli Emmanuello di Gela, che riciclano il denaro in prestiti a strozzo
20/07/2012
ENNA - Quattro persone, tre imprenditori agricoli della provincia di Enna ed un agronomo di Catania consulente di un istituto di credito, sono state arrestate dalla polizia con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, nonchè estorsione ed usura aggravate dall’avere agito con modalità mafiose. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, è stata denominata in codice “Sole nero”.Le indagini hanno consentito di accertare che grazie alla mediazione dell’agronomo catanese, un imprenditore agricolo di Villarosa (EN) vicino al clan mafioso degli Emmanuello di Gela avrebbe concesso prestiti con interessi usurai del 120% ad un imprenditore di Catania in difficoltà economiche.La vittima disperata si sarebbe rivolta ad un altro imprenditore agricolo di Enna, che grazie alla mediazione dello stesso agronomo, avrebbe procurato tramite suoi dipendenti, un altro prestito di 50 mila euro sempre a tassi usurai. L’uomo sarebbe stato invitato a saldare il debito con intimidazioni tali da convincerlo a mettere in vendita le sue proprietà.

L’inchiesta della dda è cominciata dopo la cattura del capomafia gelese Daniele Emmanuello. Allora la polizia scoprì la rete di favoreggiatori che aveva coperto la latitanza del boss, individuando una serie di uomi d’onore dei clan mafiosi di Villarosa e Vallelunga Pratameno. Le indagini evidenziarono il ruolo di Roberto La Paglia, “vivandiere” di Emmanuello e vicino alla famiglia mafiosa capeggiata da Maurizio Nicosia, tra gli arrestati di oggi. Anche dalla testimonianze di pentiti si accertò l’ascesa del clan Nicosia che aveva il controllo del territorio di Villarosa e la leadership nel traffico della droga.

Secondo la polizia, il capomafia avrebbe, riciclato il denaro della cosca e investito parte dei soldi nel business dell’usura. Un’attività redditizia e diffusa quella dei prestiti a strozzo esercitata dal clan anche in altre province. Per riscuotere i crediti si ricorreva anche a minacce e danneggiamenti. Dalle indagini è emersa la figura di un imprenditore del catanese di 40 anni spesso intercettato al telefono con Nicosia.

Gli agenti hanno accertato che l’imprenditore aveva chiesto denaro al boss. Dopo una prima fase di totale reticenza dovuta alla forte paura di ritorsioni, ha raccontato tutto agli investigatori. Inizialmente a fare da tramite tra la vittima e Nicosia sarebbe stato Giuseppe Torrisi agronomo e consulente bancario, anche lui finito oggi in cella, che si era offerto di trovare, tramite “amicizie” le somme prima da Michele Cammarata, pure lui arrestato, altro arrestato, poi da Nicosia.

Gli arrestati sono Michele Cammarata, 49 anni, già condannato per mafia e ritenuto il cassiere della cosca ennese, Giuseppe Fascetto, 34 anni, Maurizio Nicosia, 49anni, vicino al clan Emanuello di Gela e l’agronomo e consulente bancario di Catania Giuseppe Torrisi, 46 anni.

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Mafia e usura: arresti

Venerdì 20 Luglio 2012 10:39

Mafia e usura. Scattano gli arresti della polizia tra Catania ed Enna. I tassi di interesse sarebbero arrivati fino al 120 per cento. Ecco chi sono le persone coinvolte.

Quattro persone, tre imprenditori agricoli della provincia di Enna ed un agronomo di Catania consulente di un istituto di credito, sono state arrestate dalla polizia con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, nonché estorsione ed usura aggravate dall’avere agito con modalità mafiose. L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, è stata denominata in codice “Sole nero”. Le indagini hanno consentito di accertare che grazie alla mediazione dell’agronomo catanese, un imprenditore agricolo di Villarosa (EN) vicino al clan mafioso degli Emmanuello di Gela avrebbe concesso prestiti con interessi usurai del 120% ad un imprenditore di Catania in difficoltà economiche. La vittima disperata si sarebbe rivolta ad un altro imprenditore agricolo di Enna, che grazie alla mediazione dello stesso agronomo, avrebbe procurato tramite suoi dipendenti, un altro prestito di 50 mila euro sempre a tassi usurai. L’uomo sarebbe stato invitato a saldare il debito con intimidazioni tali da convincerlo a mettere in vendita le sue proprietà.Sono quattro le persone arrestate nel blitz dalle squadre mobili di Caltanissetta ed Enna, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, denominato “Sole nero”: Michele Cammarata, 49 anni, già condannato per mafia e ritenuto il cassiere della cosca ennese, Giuseppe Fascetto, 34 anni, Maurizio Nicosia, 49anni, vicino al clan Emanuello di Gela e l’agronomo e consulente bancario di Catania Giuseppe Torrisi, 46 anni. Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e usura aggravate dall’avere agito con modalità mafiose.

Ultima modifica: 20 Luglio ore 10:43

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