In un secondo Lombardo si fuma Lino Leanza e lo isola, in quanto sta sfumando la candidatura di D’Alia alla presidenza della regione e quindi quell’ipotetico posto di Vice Presidente della Regione che D’Alia potrebbe aver promesso a Leanza non c’e’ piu’ ed i due iniziano ad arrancare guardando con paura lo squadrone uscito fuori venerdi’ dal PDL

I dodici di Leanza nel limbo e i pasdaran dell’Udc

Insider “canta”: tutto su Lo Monte, D’Alia
e Crisafulli. Lupo travolto dai Crocetta boys

17 giugno 2012 – 17:12 – Politica
crocetta

di Insider -

Fa irruzione nella scena politica siciliana la candidatura di Saro Crocetta, europarlamentare del Pd, già sindaco di Gela. Il passo in avanti di Crocetta fa saltare i piani che erano stati preparati a Roma dal duo Bersani-Casini. I due infatti, dopo che il Pd sembrava avere mollato l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, avevano concordato una strategia che adesso, proprio grazie alla candidatura di Crocetta, potrebbe rivelarsi fallimentare, sia per le elezioni regionali che per l’esito delle elezioni politiche.

Secondo quell’accordo, al triplofornista capo dei democristiani del terzo millennio sarebbe toccata in dote la presidenza del Senato e, come premio di consolazione, visto che pierfurby in verità punta al Quirinale, anche la presidenza della Regione Siciliana per il suo fido senatore Giampiero D’Alia.

Ma il gioco romano calato sulla testa dei siciliani, in spregio anche ad un minimo di autonomia  delle classi dirigenti locali, è stato fatto saltare dall’ex sindaco di Gela. Paladini dell’operazione nell’isola erano stati i democristiani o presunti tali dell’Udc e la corrente sindacale ed ex margheritina del Pd: Lupo ed il trio Papania, Genovese, Cardinale da un canto, D’Alia e i suoi dall’altro.

L’operazione puntava anche a indebolire enormemente l’Mpa. Infatti a determinarne il successo sarebbe stata l’ex quinta colonna del partito autonomista, capeggiata da Lino Leanza. Quest’ultimo, pur tra i protagonisti della svolta autonomista che lo aveva portato fuori dall’Udc,a quel tempo accusato di eccessivo centralismo, con grande disinvoltura, nelle scorse settimane tornava a convergere, così sembrava, sul partito di Casini e D’Alia, tirandosi dietro una dozzina di deputati ed aspiranti tali ai quali D’Alia stesso avrebbe dovuto far posto nelle sue liste.

Ma da chi è composta questa “dozzina” capitanata dall’ex segretario dell’Mpa?

Da Musotto con Nicola Vernuccio e Marianna Caronia a Palermo; Pio Amodeo, Carmelo Lo Monte e Fortunato Romano a Messina; Bastante e Gennuso a Siracusa; Paolo Ruggirello a Trapani e Gianfranco Granata ad Agrigento; Salvo Di Salvo e Sebastiano Arcidiacono a Catania.

I dodici adesso si trovano a meta’ del guado e non sanno più cosa fare. Qualcuno ci ha ripensato, uno fra tutti, ad esempio, Fortunato Romano. Gennuso da Siracusa, che ancora non aveva compiuto il passo fatale sembra essere tornato indietro. Paolo Ruggirello, nonostante le sirene scudo crociate si è accasato comodamente nell’Mps di Riccardo Savona. Marianna Caronia resta nel Pid e partecipa alla lista e al movimento capeggiato da Leontini. Mentre Giancarlo Granata da Agrigento è vissuto con insofferenza dal segretario provinciale, deputato in pectore Firetto, sindaco di Porto Empedocle. Anche Musotto non sa più se entrare direttamente nel partito scudo crociato, rinnegando la sua cultura laica e socialista mentre Nicola Vernuccio, al momento, se ne sta tranquillo al suo posto di direttore della Resais. Lo Monte invece, dopo avere bussato alla porta dell’Idv ed essere stato guardato con disprezzo come uno  Scilipoti qualunque, è rimasto nel limbo. E Bastante, consigliere provinciale del Pdl di Siracusa rischia di far perdere la poltrona di assessore comuale al suo big sponsor Salvo Sorbello.

Ma ormai Crocetta ha presentato la sua candidatura e non è più pensabile che faccia un passo indietro. Al momento si sono già schierati con lui: a Catania Concetta Raia, Berretta e Spadaro; Apprendi e Lumia a Palermo; Speziale e Donegani a Caltanissetta; a Ragusa Di Giacomo e Ammatuna oltre al sindaco di Vittoria Pippo Nicosia; Camillo Oddo a Trapani.

A sostenere l’ipotesi D’Alia restano invece: a Palermo Lupo e Totò Lentini, a Trapani la Adamo e Papania, a Messina Genovese ed Ardizzone. A Catania Barbagallo e Leanza. A Caltanissetta l’inossidabile accoppiata manniniana, Cardinale e Alaimo. Ad Enna Calogero Lo Giudice e Mirello Crisafulli che soltanto a sentire parlare dell’antimafia e del duo Crocetta – Lumia cade in preda a conati di vomito.

La candidatura D’Alia ormai va sfumando, tanto che danno il giovane delfino di Casini in preda ai nervi ed in cerca di una via di scampo. Vedremo nei prossimi giorni se riprenderà vigore o resterà semplicemente ben sostenuta dai protagonisti e dai fantasmi del passato.

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